Mappe delle emergenze Copernicus

  Gis data, Gis Tutorial

Non tutti sanno che a livello comunitario esiste uno splendido progetto di telerilevamento chiamato Copernicus. Uno dei servizi strategici sono le analisi delle emergenze chiamato Emergency Management Service (EMS).

Come da protocollo ogni paese membro attiva una richiesta di mappatura all’EMS attraverso i servizi nazionali di protezione civile, e il sistema in poco tempo (poche ore) elabora i dati del sistema satellitare Copernicus per analizzare il suolo e monitorare l’accaduto.

Prendiamo in esame una recente alluvione avvenuta in Sicilia, il 19 Ottobre 2018 nei dintorni di Palagonia e Lentini.

Come è possibile leggere dai dettagli dell’evento http://emergency.copernicus.eu/mapping/list-of-components/EMSR330 la Protezione Civile italiana ha inviato una richiesta all’EMS 7 giorni dopo l’evento del 19 Ottobre. Il servizio in meno di 24 ore ha elaborato i dati satellitari ed ha pubblicato le mappe della situazione al 26 Ottobre (8 giorni dopo l’evento)

Particolarmente interessate è la possibilità di scaricare liberamente sia mappe elaborate che i dati grezzi in formato GIS.

Analisi dei dati

Scaricando il file zip contenente i dati vettoriali troviamo i poligoni delle aree ancora allagate a 8 giorni dall’evento calamitoso (observed_event.shp).

Supponiamo di voler fare un rapido calcolo delle superfici interessate dagli allagamenti ad una distanza di 8 giorni dall’evento nel territorio del comune di Palagonia.

Andiamo sulla pagina Copernicus-EMS dell’evento: http://emergency.copernicus.eu/mapping/list-of-components/EMSR330/

NOTA: Per una definizione tecnica del termine “flood” si rimanda a questo link.

Impostiamo il filtro delle mappe disponibili su “Palagonia”

Notiamo che sono state prodotte due mappe, la prima edizione con i dati del 26 Ottobre ore 00:09 (UTC), ed un’altra chiamata “Monitoring 1” con i dati delle ore 15:40 del medesimo giorno. Tale secondo prodotto serve ad esempio per valutare l’andamento della diminuzione delle superfici interessate dagli allagamenti.

Scarichiamo per entrambe le mappe i due pacchetti zip con i dati vettoriali (Vector package).

Per comodità ecco i link dei pacchetti: (26-10-2018-ore-00:09)(26-10-2018-ore-15:40)

I pacchetti contengono diversi shapefile e file KMZ (i file KMZ sono utilizzabili anche con Google Earth), che sono stati utilizzati per analizzare la situazione (uso del suolo, elementi antropici, idrografia ecc…). Soffermiamoci su alcuni in particolare, quelli che terminano con observed_event

Dopo averli importati in QGIS3 andiamo a dare un’occhiata alla tabella attributi. Un attributo in particolare ci interessa, è il “dmg_src_id” si tratta dell’identificativo utilizzato per i dati che hanno prodotto le mappe di danno. Purtroppo i metadati non sono abbastanza chiari ne completi, ma da una prima analisi è possibile dire che sono state utilizzate diverse sorgenti (diversi dati satellitari) per analizzare e classificare i suoli come “alluvionati”.

In un’ottica emergenziale e di analisi rapida dei danni viene considerato come colpito dal danno qualunque suolo classificato come tale da almeno uno dei vari metodi e delle varie sorgenti di dati satellitari utilizzate. Per comprendere meglio questo aspetto possiamo impostare diversi stili per le diverse tipologie dell’attributo “dmg_src_id”.

In particolare possiamo notare questa situazione con i dati della mappa prodotta successivamente alla prima, la mappa “Monitoring 1” delle ore 15:40.

In questa immagine ad esempio abbiamo impostato il colore viola per “dmg_src_id = 3” e il colore azzurro per “dmg_src_id = 2”. Come possiamo immediatamente notare le differenze di classificazione del suolo come “allagato” sono notevoli e non trascurabili. Queste differenze sono semplicemente dovute al fatto che nella prima mappa prodotta è stato utilizzato un set di dati satellitari che ha fornito alcuni risultati, mentre per la seconda è stato utilizzato un secondo set di dati che ha permesso di analizzare diversamente il suolo.

Esercizi per il lettore:

Se hai letto fin qui e vuoi smanettare un pò ti consiglio di fare questi esercizi semplici con QGIS3:

  1. Calcolare le superfici interessate, stando attenti al fatto che i dati sono forniti con un sistema di riferimento geografico (angoli latitudine e longitudine), prima debbono essere convertiti in un sistema di riferimento proiettato come WGS84-UTM33 (con coordinate metriche Nord/Est)
  2. Scaricare i poligoni del rischio idraulico del PAI (http://www.sitr.regione.sicilia.it/?p=576) e analizzare con i sistemi di geoprocessing vettoriale quali zone colpite dall’alluvione erano dentro le aree di rischio PAI e quali no