Mappe catastali su ortofoto storiche (fine anni ’80) – Qgis3

  Gis Tutorial

Una delle cose più belle della direttiva europea INSPIRE è stata quella di obbligare le istituzioni europee a pubblicare dati in modo che fossero “interoperabili”. Uno dei metodi per rendere facilmente interoperabile una mappa georiferita è mettere in piedi un servizio pubblico che consenta a chiunque la sua consultazione. I protocolli open-source per realizzare questi sistemi sono stati definiti dall’OCG, in questo tutorial parleremo di uno in particolare il WebMapService o meglio detto WMS.

Come dice la parola stessa WMS non è un formato di file, non è un formato di dati, per cui non possiamo assolutamente scaricare le mappe con semplici (o complessi) click dal nostro browser. E’ un “service” ovvero un servizio, e per definizione il servizio è erogato a certe condizioni…

Per poter accedere dunque ad un servizio di questo tipo occorrono 2 cose:

  1. La titolarità a farlo
  2. Un software che ci consenta di farlo

Nella maggior parte dei sistemi WMS forniti dagli enti pubblici chiunque è titolato ad utilizzare il servizio, ma in alcuni casi occorrono credenziali (anche a pagamento). Ma non ne parleremo per ora.

Per fare un bell’esempio vedremo come si può rapidamente sovrapporre un servizio di un ente con quello di un altro; faremo una sovrapposizione di mappe catastali gestite dall’Agenzia delle Entrate, e Ortofoto storiche (anni 1988-1989) gestite dal Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare.

Trovate il video di tutte le operazioni qua:

Le operazioni fatte passo passo di seguito.

Aggiunta dei servizi WMS a Qgis3

Apriamo un nuovo progetto su QGIS3 (per chi non lo ha ancora installato ho scritto un tutorial su come farlo su Mac), e andiamo sul comando del menù:

Layer > Add Layer >  Add WMS/WMTS Layer...

Comparirà una schermata per gestire le connessioni ai servizi WMS.

Come già anticipato il WMS non è un formato di file, non è per intenderci l’ennesima invenzione degli informatici per salvare immagini in formati astrusi… E’ un servizio, e come tale ne va configurata la connessione sul nostro QGIS.

Se clicchiamo sul pulsante “NEW” apparirà la seguente schermata:

Come potete intuire occorrerà aggiungere tutti i parametri per far si che il nostro QGIS si connetta correttamente ai servizi erogati in questo tipo di protocollo.

Ma spieghiamo un attimo cosa sono e a cosa servono questi parametri:

  1. il campo “Name” o “Nome” serve solamente a noi, in questo campo inseriremo liberamente il nome che avrà la connessione che stiamo creando, io ad esempio uso spesso “Catasto” per indicare la connessione alle mappe catastali dell’agenzia delle Entrate. Ma voi potrete inserire quello che volete. Non preoccupatevi, questo nome non comparirà tra i layer del progetto, avremo modo di sceglierlo volta per volta.
  2. il campo “URL” è fondamentale; qui si deve inserire il percorso web per raggiungere il server WMS che stiamo configurando. Questi URL sono particolari, non sono pagine html o siti web, ma devono essere “copiati e incollati” direttamente dal sito che li sta catalogando. Per farvi un esempio qui trovate una piccola tabella con alcuni servizi WMS (le stringhe URL sono aggiornate ad Ottobre 2018):
    Servizio WMS URL del servizio WMS
    Ortofoto anno 2000 http://wms.pcn.minambiente.it/ogc?map=/ms_ogc/WMS_v1.3/raster/ortofoto_colore_00.map
    Ortofoto anni ’88-’89 http://wms.pcn.minambiente.it/ogc?map=/ms_ogc/WMS_v1.3/raster/ortofoto_bn_88.map
    Mappe Catastali https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php
  3. La sezione relativa all’autenticazione dell’utente va compilata solo se il servizio WMS a cui ci stiamo collegando non è di pubblico dominio, ad esempio alcuni servizi privati di sistemi satellitari o altre mappe pretendono un’autenticazione (username e password a pagamento).
  4. E’ possibile inoltre configurare alcune opzioni, ma per la maggior parte dei casi non occorre.

Supponiamo dunque di voler configurare una connessione al servizio che pubblica le ortofoto di fine anni ’80, inseriremo questi dati nella maschera:

Proseguiamo ed inseriamo nella lista dei nostri WMS anche quello delle mappe catastali e/o quello delle ortofoto del 2000.

Aggiunta dei servizi WMS alla mappa

Per poter aggiungere questi servizi alla nostra mappa si procederà adesso nel seguente modo.

  1. Selezioniamo dal menù a tendina il servizio WMS già configurato che vogliamo aggiungere
  2. Clicchiamo su “Connect” o “Connetti” e attendiamo qualche secondo
  3. Apparirà un elenco di sottoservizi (categorie di mappe) che eroga quel particolare server WMS. Per definizione il protocollo WMS identifica con il codice “0” tutto l’insieme delle mappe, per cui se clicco sul primo elemento della lista, ovvero quello con ID = 0 automaticamente sto dicendo al server di voler ricevere l’intero dataset e tutti i layer delle mappe che eroga sovrapposti tra di loro. Se invece sono interessato a particolari elementi li andrò a selezionare uno per uno.
  4. PRIMA DI CLICCARE SU AGGIUNGI, occorre fare un controllo rapido ma fondamentale, occorre controllare quale sistema di riferimento utilizzare per la mia mappa. Nel riquadro sottostante l’elenco dei sottoservizi apparirà il nome del sistema di riferimento predefinito che verrà utilizzato, se voglio cambiarlo posso farlo cliccando su “Change” o “Cambia”.
  5. Per poter sovrapporre correttamente due layer è opportuno ricorrere il meno possibile a conversioni tra sistemi di riferimento, in questo tutorial pertanto utilizzeremo questi sistemi:
    Servizio WMS Sistema di riferimento da usare per la sovrapposizione
    Catasto – Agenzia delle Entrate
    1. ETRS89/UTM Fuso 32 – EPSG: 25832 (territori a Ovest di Roma)
    2. ETRS89/UTM Fuso 33 – EPSG: 25833 (territori a Est di Roma)
    3. ETRS89/UTM Fuso 34 – EPSG: 25834 (territori penisola salentina)
    Ortofoto – Min.Ambiente (Portale cartografico nazionale)
    1. WGS84/UTM Fuso 32 – EPSG: 32632 (territori a Ovest di Roma)
    2. WGS84/UTM Fuso 33 – EPSG: 32633 (territori a Est di Roma e penisola salentina)

    Parleremo successivamente a cosa si riferiscono tutte queste sigle. Purtroppo siamo costretti a fare questo ragionamento perché i due sistemi non vengono erogati con servizi di coordinate in comune tra di loro, dobbiamo pertanto scegliere dei sistemi di coordinate “simili” per limitare gli errori.
    Se ad esempio stiamo lavorando in Veneto useremo dunque il sistema di riferimento codificato con EPSG:25833 per le mappe del catasto e il sistema di riferimento codificato con EPSG:32633 per le ortofoto. In questo modo diminuiremo al minimo gli errori di sovrapposizione dovuti alla mutua conversione tra sistemi di riferimento che farà il nostro software QGIS.

  6. Una volta predisposti i nostri sistemi di riferimento se vogliamo andiamo a modificare il nome che avrà il nostro layer sulla mappa e clicchiamo su aggiungi.

Vestizioni e configurazioni layer

Organizziamo i layer in modo che le mappe catastali siano sopra le ortofoto e dotiamo le mappe catastali di una trasparenza del 30% (tra le proprietà del layer) e otterremo un risultato simile se tutto va bene:

Avvertenze e suggerimenti:

Non pensiate che gli enti pubblici spendano gli stessi soldi che spende google per il suo Google Maps, o la apple per il suo servizio Apple Maps… questi servizi specie nelle ore di maggior uso sono spesso lenti (se non spenti completamente). Dunque preparate una buona dose di anti-frustrante per utenti informatici….

Per le mappe catastali consiglio di selezionare solamente alcuni layer (particelle e fabbricati) per alleggerire anche la query che verrà inviata al server.

Detto questo un’altra cosa che vi darà frustrazione all’inizio è il fatto che i servizi non sono visibili a certi zoom (zoom max e zoom min) quindi potrà sembrare all’inizio che non sia successo nulla, poi se fate zoom a caso la probabilità di zoommare nel mar tirreno è elevatissima…

Superati questi due primi intoppi e con un po di esperienza e smanettamento vi divertirete.