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Online Geocoding Services

Online geocoding services: a benchmarking analysis to some European cities

Conference at Baltic Geodetic Congress 2017,  Gdánsk University of Technology, Poland 22-25 June 2017, Paper: Online Geocoding Services: a benchmarking analysis to some European cities. Author: Gianfranco Di Pietro, Fabio Rinnone – meters Srls Italy

 

— Abstract no. 14 (p.135 of Book of Abstract) —

The geocoding problem:

Geocoding is the computational process that allows to transforming an address of a place into a location on the Earth’s surface using geographic coordinates. The quality of geocoding have a relevant importance in spatial analysis[2]. Furthermore, in recent years we have seen an enormous spread of Web technologies that have involved a growing number of users. At the same time have been born many Online Geocoding Service that supports the increasingly webGIS consumer applications. It has been proposed efficient algorithms to dynamically determine which Geocoding Service is more accurate [3].

Gfgeocoder a tool for benchmark

For these reasons, we present Gfgecoder, a tool based on a methodology capable to efficiently benchmark Online Geocoding Services. Gfgeocoder analyzes geocoding result obtained by some Online Geocofing Services, such as Google Geocoder, MapQuest and Open RouteService. The tool is written in Java language and it allow to make parallel requests to the Online Geocoding Services, passing in input the files containing strings of addresses. We used as input results of geocoding strings of addresses, published by some European Municipalities in their official open data portals. Input files are formatted as couples of type (address; WGS84 coordinates). Gfgeocoder is a multiplatform tool executable from command line and it can be runned as a background daemon in Windows and Unix-like servers.

Results comparison

Results obtained by Gfgeocoder are stored in tabular mode, in CSV format. At the end of the phase of geocoding, we done appropriate analyzes based on geometric and geodetic comparison of the distances between the strings of the coordinates obtained from Online Geocoding Services and the coordinates provided by Municipalities. In particular, we propose a benchmarking analysis performed using a parameter named “GA10”, defined as “percentage of addresses that are less than 10 me ters from the coordinates provided by Municipalities”

REFERENCES:

[1] National Criminal Justice Reference Service, “Spatially enabling the data: What is geocoding?” [Online]. Available: https://www.ncjrs.gov/html/nij/mapping/ch4_3.html.
[2] P. A. Zandbergen (2009). “Geocoding quality and implications for spatial analysis”, Geography Compass, 3(2), 647-680, DOI: 10.1111/j.1749 – 8198.2008.00205.x.
[3] H. A. Karimi, M. H. Sharker, D. Roongpiboonsop it (2011), “Geocoding recommender: an algorithm to recommend optimal online geocoding services for applications”. Transactions in GIS, 15(6), 869-886.

— 978-1-5090-6040-5/17 ©2017 European Union —

 

 

Online geocoding services: Tallin geocoding benchmark chart

Tallinn (Kristiina district) Benchmark analysis of online geocoding gap results compared with official municipality coordinate.

 

Online geocoding services: Google geocoding errors of Tallin map

Map with Google geocoding errors of Tallin

 

Servizi di geocoding on-line, un’analisi di benchmarking per alcune città italiane

Abstract

Sono ormai numerosi i servizi di geocoding online che offrono la possibilità di poter convertire in coordinate geografiche delle stringhe di indirizzi e numeri civici. Il loro utilizzo é molto diffuso in diverse applicazioni software e app. I geocoder sono molto utilizzati anche all’interno di diversi siti web che propongono mappe con sovrapposizione di punti, le cui coordinate sono ricavate da un servizio di geocoding. Lo studio effettuato ha voluto approfondire la tematica effettuando un’analisi di benchmarking sulla qualità e precisione dei principali geocoder on-line, sia proprietari che opensource. Sono stati confrontate la precisione geometrica e tempi di elaborazione attraverso richieste di geocoding di indirizzi provenienti da geo-dati open di ”numeri civici” di alcuni enti italiani (rilevati sul campo).
Le richieste di geocoding sono state lanciate con una procedura in batch attraverso uno script in Java. I risultati offrono spunto per quanti utilizzano o intendano utilizzare questi servizi e per poter effettuare scelte opportune nello sviluppo di piattaforme software che ne prevedano il loro utilizzo.

Per chiede il PDF (gratuito) dell’articolo mandare una mail a info@geofunction.it.

Opendata e Territorio

Opendata e territorio, esperienze siciliane a confronto

Opendata e TerritorioSi è tenuto lunedì 19 Gennaio 2015 presso l’Istituto Testasecca a Caltanissetta un seminario organizzato dall’Ordine Ingegneri di Caltanissetta dal titolo: Open data e Territorio, esperienze siciliane a confronto. Oltre 100 i partecipanti, in gran parte tecnici ma anche professionisti e cittadini interessati all’argomento del seminario. Dopo una breve introduzione ai lavori con i saluti del presidente dell’Ordine Ing. Fabio Corvo, e del rappresentante della commissione dell’Ordine “Energia, Ambiente e Territorio” Ing. Andrea Polizzi, la quale ha lavorato a lungo a questa iniziativa, si è entrati nel vivo dei lavori con gli interventi tecnici programmati. Il seminario è stato sponsorizzato dall’Associazione Ingegneri per l’Ambiente ed il Territorio Sicilia e la Geofunction Srls.

Ad iniziare il percorso l’ing. Gianfranco Di Pietro, esperto di GIS open source, il quale ha presentato le opportunità che open source e open data offrono ai tecnici del territorio; sia in termini di ampliamento delle opportunità lavorative che in termini di riduzione dei “costi di produzione” per le elaborazioni territoriali e la progettazione. Tramite infatti a software come Qgis e i servizi di condivisione web di open-geo-data, quali geoportali o servizi CSW, un tecnico del territorio può accedere agevolmente e con costi nulli a dati territoriali importantissimi per analisi e progettazioni. Inoltre lo sviluppo attuale di progetti open source come QGIS offre la possibilità di realizzare “prodotti” ingegneristici di alto profilo utilizzando un software open e senza onerosi costi per licenze di utilizzo. A tal scopo l’ing. Di Pietro ha brevemente illustrato alcune potenzialità di QGIS per analisi geomorfologiche, dispersione di inquinanti e progettazione stradale. E’ stato citato brevemente il caso del Comune di Montecchio Maggiore (VI) il quale utilizza QGIS per la redazione e la tenuta di tutta la pianificazione urbanistica comunale.

L’ing. Agostino Cirasa, responsabile del SITR e del Geoportale della Regione Sicilia, ha illustrato nella sua relazione come la Regione si sta muovendo nel campo degli open data. Dal 2010 infatti è stata recepita la direttiva europea INSPIRE la quale obbliga gli stati membri a costruire una infrastruttura unica per l’informazione territoriale, e la Regione Siciliana è stata tra i primi enti in Italia ad inserire tutti i suoi dati territoriali all’interno del RNDT. L’ing. Cirasa ha poi spiegato ai tecnici presenti e professionisti come accedere ed utilizzare al meglio i servizi webGIS del geoportale regionale con alcuni esempi pratici.

Successivamente è stato spiegato come incorporare all’interno di un progetto QGIS i dati territoriali recuperabili dall’infrastruttura regionale, attraverso anche il nuovo plug-in “metasearch” che consente di interrogare tutti i metadati di un servizio di catalogo CSW.

L’intervento dell’ing. Cirasa si è concluso delucidano in maniera molto chiara le modalità di riutilizzo dei dati che la Regione mette a disposizione, infatti sebbene alcuni servizi permettono di scaricare open-geo-data (piani paesaggistici, numeri civici e il modello digitale del terreno), se non diversamente specificato tutti i dati sono rilasciati con licenza Creative Commons 3.0 (BY-SA).

I lavori sono proseguiti con l’interessante contributo dell’AMT Catania, intervenuta tramite l’ing. Antonio Condorelli, la quale ha illustrato come i dati territoriali (open e non), vengono utilizzati per la gestione e la pianificazione delle attività in un’azienda di trasporto pubblico locale di grandi dimensioni. Dopo una breve ma doverosa presentazione dei passaggi storici che hanno portato l’Azienda Municipale Trasporti (nata nel 1964) a diventare nel 2001 A.M.T. Spa, l’ing. Condorelli ha mostrato come all’interno del reparto tecnico dell’azienda vengono utilizzati dati territoriali e software GIS per la pianificazione e la gestione di tutte le attività; dal monitoraggio delle corse alla rivendita dei biglietti. Tra le attività che l’AMT sta mettendo in campo per una progressiva “apertura” delle informazioni in proprio possesso è stato illustrato il nuovo servizio webGIS che attualmente è operativo all’indirizzo web dell’azienda, tramite la quale gli utenti possono interrogare il database per la ricerca di fermate o la risoluzione di percorsi di viaggio all’interno tramite le linee e i servizi AMT. In un breve futuro l’azienda metterà a disposizione sempre più dati in formato open che riguardano i propri servizi all’utenza.

Il quarto intervento programmato è stato quello del Dott. Giuseppe Dell’Utri responsabile del servizio cartografico del Comune di Caltanissetta. E’ stato illustrato un lavoro in corso, il recupero dei dati provenienti dall’antico catasto borbonico. Il Comune in collaborazione con l’università Kore di Enna sta portando avanti una ricerca storica dell’evoluzione urbanistica della città di Caltanissetta. Utilizzando interamente il software QGIS e dati territoriali in possesso all’ente, si è proceduto dapprima ad una georeferenziazione delle antiche mappe del catasto borbonico, inoltre i ricercatori stanno progressivamente digitalizzando le informazioni delle schede tecniche del catasto borbonico. Si sta completando una progressiva comparazione storica tra i dati del catasto borbonico e del catasto attuale, e già alcune curiosità stanno emergendo in termini di vecchie urbanizzazioni e trasformazioni che sono avvenute negli anni. Il lavoro non appena terminato nei prossimi mesi, verrà pubblicato in opendata e presentato tramite un workshop dedicato.

L’incontro si è concluso con un breve dibattito tra i presenti.

“Come costruire una app con i dati geografici” – Workshop alla seconda conferenza OpenGeoData Italia

Workshop gratuito in occasione della Seconda Conferenza OpenGeoData Italia “Istruzioni per il RI-uso”, Roma – Centro Congressi Frentani, via dei Frentani 4, 27 febbraio 2014 ore 14:30.

Abstract

Definiamo WebGIS l’estensione web degli applicativi nati e sviluppati per gestire la cartografia numerica. La principale finalità del WebGIS è proprio la comunicazione e la condivisione con altri utenti delle informazioni georiferite. Tuttavia la recente forte spinta verso i sistemi mobile, dovuta alla neonata necessità di condividere e scambiare le informazioni ovunque ci si trovi e non necessariamente attraverso una postazione fissa, confluisce nella necessità di sviluppare applicati orientati a dispositivi mobile, detti appunto Web-mobile-GIS.
A tal proposito sono stati sviluppati e distribuiti liberamente due applicativi che fanno uso di open data geografici: local_id e MobileMap Enna. Il primo applicativo, sviluppato per il Comune di Milano, consente di valutale le performance urbanistiche e territoriali al fine di individuare la zona ideale secondo le aspettative dell’utente. I dati acquisiti ed elaborati sono rappresentati in mashup con le mappe di Google, con i poligoni rappresentanti i nuclei di identità locale ed con i punti di interesse. MobileMap Enna è un’app ibrida per dispositivi Android che, attraverso i protocolli WMS del nodo SITR della Provincia Regionale di Enna, i cui dati geografici sono rilasciati in licenza open, permette a uno smartphone o un tablet di consultare le cartografie istituzionali direttamente “in situ” e, attraverso funzionalità di realtà aumentata, di visualizzare e informazioni territoriali anche sul cono visivo inquadrato dalla telecamera del dispositivo.

Info e iscrizioni: http://www.opengeodata.it/.

Bando Streets (Italia Malta) – La Regione Sicilia cerca esperti in webGIS

È stato pubblicato nella sezione “Bandi di gara e contratti – Anno 2014” del sito, l’avviso pubblico per la selezione di cinque esperti per incarichi di collaborazione ed assistenza nell’ambito del progetto “STREETS”.
Termine per la presentazione delle istanze: entro le ore 12.00 del quindicesimo giorno continuativo dalla pubblicazione dell’estratto dell’avviso pubblico nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana serie speciale concorsi. Pubblicato su G.U.R.S. n. 1 del 31 gennaio 2014 – Serie Speciale Concorsi.

Per eventuali informazioni relative al presente avviso gli interessati possono chiedere notizie e chiarimenti al responsabile del procedimento, Arch. Giacomo Monteleone, Dirigente dell’Area 5 – Piano Regionale dei Trasporti, alla seguente e-mail: monteleone.trasporti@regione.sicilia.it o al n. telefonico +30 091 7078288.

Si segnala:

Profilo E) n.1 esperto telematico ed in webGis in possesso di laurea magistrale ai sensi del DM270/2004 o equipollente ai sensi della 509/1999 o precedenti in Ingegneria o Architettura da almeno 10 anni per attività di ricerca nell’ambito dello sviluppo di piattaforme info-telematiche, georeferenziazione e WebGIS.

Fonte: Regione Sicilia.

Link all’avviso pubblico: http://pti.regione.sicilia.it/portal/pls/portal/docs/27020360.PDF.

Vogliamo anche l’Italia nel registro INSPIRE

INSPIRE prevede che ogni Stato Membro fornisca almeno un endpoint nazionale per il discovery di metadati. Ad oggi, la maggior parte degli Stati Membri (23 su 28) ha soddisfatto questo requisito registrando il proprio riferimento nazionale nel geoportale INSPIRE: http://inspire-geoportal.ec.europa.eu/INSPIRERegistry/. In particolare, come si può vedere, alcuni paesi hanno registrato più di un endpoint, come l’Austria, il Belgio e la Lettonia: è infatti possibile registrarne anche più di uno per paese. A differenza di ciò, l’Italia non ha ancora alcun endpoint registrato per il servizio di discovery. Per questa registrazione è necessaria una semplice comunicazione (email) del National Contact Point INSPIRE (o di qualcuno delegato dal NCP) indirizzata a EC/EEA INSPIRE Team (env-inspire@ec.europa.eu) ed per conoscenza JRC (michael.lutz@jrc.ec.europa.eu).

Perché il servizio CSW realizzato da RNDT non è ancora stato registrato come endpoint italiano? Dal punto di vista normativo, sia il recepimento della Direttiva INSPIRE (Dlgs. 32/2010) che il Codice dell’Amministrazione Digitale riportano che RNDT è il riferimento nazionale in questo contesto: “Il repertorio nazionale dei dati territoriali, […] costituisce il catalogo nazionale dei metadati relativi ai set di dati territoriali” (Dlgs. 32/2010, art.5) [1]. Dal punto di vista tecnico-operativo i test effettuati nel luglio 2013 e gennaio 2014 dal Joint Research Centre della Commissione Europea (su richiesta dell’Agenzia per l’Italia Digitale) hanno dimostrato che il servizio CSW del RNDT e la quasi totalità dei metadati raccolti sono perfettamente conformi a quanto previsto dai Regolamenti 1205/2008 (metadati) e 976/2009 (servizi di rete) della Commissione Europea, nonché alle relative Technical Guidelines (1.2 del 2010 per i metadati, e 3.1 del 2011 per i servizi di discovery).
In particolare il test effettuato a gennaio 2014 ha riportato 4412 metadati “passed” e 412 “passed with warnings” su un totale di 5540 metadati sottoposti ad harvesting (nel RNDT i metadati disponibili sono 6143). Il livello di conformità rispetto a INSPIRE è quasi totale per i metadati di dataset e serie (4415 su 4462). Questo è un risultato importante ed è da notare che risulta essere migliore rispetto ai risultati ottenuti da altri Stati Membri. Il report completo è disponibile a questo indirizzo: http://inspire-geoportal.ec.europa.eu/resources/sandbox/INSPIRE-dc160d85-7f54-11e3-9486-d8d3855bd8fc_20140117-095358/services/1/PullResults/. Sottolineiamo che è importante che la registrazione del servizio sia fatta al più presto perché:

  • la disponibilità dei metadati italiani nel catalogo europeo serve a dare visibilità alle informazioni territoriali esistenti in Italia, il tutto proiettato a
    • supportare le politiche ambientali nazionali e comunitarie
    • favorire la conoscenza e la promozione del nostro territorio;
  • l’iniziale disponibilità di metadati potrà innescare un processo virtuoso spingendo gli enti pubblici di ogni livello a conferire i metadati all’RNDT per far conoscere le attività dell’amministrazione su scala internazionale;
  • per incentivare la realizzazione di servizi innovativi da parte di professionisti, consulenti e PMI locali da offrire agli enti locali sulla base della disponibilità di dati;
  • per istanziare il ruolo del “nodo” Italia all’interno della rete;
  • per dare riconoscimento e visibilità alle persone che, su scala diversa, hanno attivamente operato per la realizzazione dell’infrastruttura e dei servizi.

Alla luce di queste considerazioni, esortiamo il NCP INSPIRE italiano a comunicare al più presto al JRC l’indirizzo del servizio CSW di RNDT affinché questo venga registrato come primo endpoint italiano in INSPIRE.

Firmatari (in ordine alfabetico):

  • Giovanni Allegri
  • Andrea Antonello
  • Andrea Borruso
  • Associazione italiana per l’informazione geografica libera – GFOSS.it
  • Stefano Campus
  • Giovanni Ciardi
  • Piergiorgio Cipriano
  • Bruno Conte, Social4Social
  • Simone Cortesi
  • Laura Criscuolo
  • Antonio D’Argenio, Nadir
  • Alessio Di Lorenzo
  • Antonio Falciano
  • Sergio Farruggia, Stati Generali dell’Innovazione, AMFM GIS Italia
  • Daniela Ferrari
  • Maurizio Foderà, Kartoblog
  • Antonio Fregoli, MNDAssociation
  • Pietro Blu Giandonato
  • Cesare Gerbino
  • Simone Giannecchini
  • Nicola Guarino, ISTC-CNR
  • Simone Lella
  • Walter Lorenzetti, gis3w
  • Jody Marca
  • Flavia Marzano, Stati Generali dell’Innovazione e Rete WISTER
  • Giacomo Martirano, Epsilon Italia, coordinatore progetto smeSpire
  • Stefania Morrone, Epsilon Italia
  • Alessandro Oggioni
  • Mariella Pappalepore, Planetek Italia
  • Lorenzo Perone
  • Emma Pietrafesa, Stati generali innovazione (Rete WISTER)
  • Renzo Provedel, Stati Generali dell’Innovazione, SOSLOG
  • Angelo Quaglia
  • Monica Sebillo, AMFM GIS Italia
  • Gian Bartolomeo Siletto
  • Claudia Spinnato, Consorzio TICONZERO
  • Franco Vico, AMFM GIS Italia
  • Fabio Vinci, Epsilon Italia
  • Massimo Zotti
  • Gianfanco Di Pietro

[1] Inoltre, il Decreto 10 novembre 2011 relativo alle regole tecniche del RNDT, emanato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare, dispone che il RNDT, parte integrante dell’infrastruttura nazionale, eroghi i servizi di ricerca (art. 2) e prevede la pubblicazione dei metadati nel RNDT, assicurando il rispetto degli adempimenti di cui al Regolamento (CE) n. 1205/2008 e al D. Lgs. n. 32/2010 (DM art. 4).

osgeo4w-package

Visualizzare file raster ECW con QGIS2

Cos’è l’ECW?

ECW, acronimo di Enhanced Compressed Wavelet, è un formato sviluppato alla fine degli anni ’90 per un’utilizzo ottimale di immagini raster di grandi dimensioni (dell’ordine di 1 TB) su server con poca RAM.

Stuart Nixon, Simon Cope e Mark Sheridan (ex ER Mapper Ltd), inserirono la compressione JPEG2000 all’interno degli strumenti di lettura e scrittura ECW, il risultato è ancora oggi un potentissimo algoritmo per gestire raster di grandi dimensioni su hardware di largo consumo.
Il formato ECW attualmente è di proprietà della ERDAS che a sua volta è inserita all’interno del gruppo Intergraph. Se siete in possesso (o dovete utilizzare) delle mappe in formato ECW (particolarmente diffuse sono le foto satellitari o multispettrali), potete scaricare il visualizzatore ufficiale rilasciato da ERDAS da questo link: http://download.intergraph.com/downloads/erdas-er-viewer-2014 o contattare il servizio clienti.
Ma se volete lavorare con questi file su Quantum Gis dovete sistemare un pochino di cose… ma dopo una corretta configurazione (che cercheremo di spiegare in questo post) potrete leggere tranquillamente i vostri dati ECW.

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Qgis tutorial: splittare uno shapefile (dividere uno shapefile)

Chi lavora nel campo GIS trova spesso shapefile di grandi dimensioni o estensioni, che per comodità di condivisione (o distribuzione) vengono “assemblati” in unici database. tanto per fare qualche esempio: toponimi della regione di Navarra (Spagna) (http://www.gobiernoabierto.navarra.es/es/open-data/datos/nombres-lugar-toponimos).

Uno shapefile di grandi dimensioni (175mila elementi) e comprendente un’intera regione. Ovviamente sarebbe utile, per comodità di lavoro e per non appesantire le risorse hardware, suddividerlo in diverse parti.

In gergo informatico (e anglosassone) suddividere un file si dice “to split” e aberrando la lingua italiana si passa al verbo “splittare un file” in più parti.
Vocabolario della crusca a parte, per suddividere un file contenenti informazioni geografiche possiamo operare in base all’attributo del singolo elemento, sia spaziale o meno.
In questo caso vi proporremo la suddivisione in base alla classificazione automatizzata di un’attributo presente nel database, successivamente vi spiegheremo come suddividere un file vettoriale in base ad un’attributo spaziale (appartenenza o meno a determinate regioni, distanze da linee ecc…)

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Qgis tutorial: creare uno shapefile (video)

Gli shapefile sono un formato proprietario (ESRI) utilizzato in ambito gis per la memorizzazione di dati vettoriali. Alcune proprietà fondamentali degli shapefile sono:

  • Struttura disaggregata nel filesystem: diversi file contenenti l’informazione aventi estensioni diverse, .shp contiene le geometrie (le coordinate dei vertici), il file .dbf contiene la tabella attributi (un comunissimo file Access) ecc.. Tutti questi file aventi lo stesso nome costituiscono uno shapefile, e non hanno senso se considerati singolarmente.
  • Tipologia di primitive univoca: che vi piaccia o no, uno shapefile non può contenere contemporaneamente elementi puntuali ed elementi poligonali o lineari. E’ impossibile creare degli shapfile multigeometria come ad es. i file KML o Spatialite.
  • 4 tipologie di attributi: Testo (max 255 caratteri), Numeri Interi, Numeri decimali (max 300 cifre), e data. Fare attenzione alla definizione dei numeri decimali (vedi VIDEO).

Tuttavia seppur con queste limitazioni gli shapefile sono diventati uno standard GIS per la condivisione, la creazione e la gestione di banche dati territoriali. In questo tutorial video spieghiamo come creare uno shapefile ed effettuare alcune opzioni di mapping in QGIS. Buona visione.